Una sbirciatina
Una Sbirciatina

Un Potente Mulo, Trainando L’Inseparabile Carro, Passò Incurante Degli Acuti Suoni Metallici Provenienti Da Un Piccolo Edificio, Situato All’Inizio Del Ponte, Felice D’Essere Giunto Alla Fermata Di Rito. Vicino Alla Parete Esterna Della Casupola, A Pochi Passi Dalla Stradina Polverosa, Stava In Apparente Tranquillità Un Enorme Bue Legato Tra 4 Grossi Pali, Ben Piantati Al Suolo. Dalla Piccola Grondaia Dei Passeri, Instancabilmente, Facevano La Spola Nei Prati Circostanti In Cerca Di Pagliuzze Per La Costruzione Dei Nidi. Entrando Dalla Porta, Neppur Tanto Larga, I Piedi Facevano Notare Il Pavimento Ciottolato Irregolare e Sparsi Qua e Là, Dei Piccoli Rametti e Alcuni Chiodi Piegati Ormai Inservibili. Al Centro Del Locale, Nella Semi Oscurità, Dei Tizzoni Ardevano In Un Braciere, Presso Un Grande Mantice. Il Fievole Fumo Dal Braciere Saliva Lentamente Verso Una Stretta Apertura Del Tetto, Aiutato Da Impercettibili Fili D’Aria Provenienti Dalla Piccola Valletta, Passando Da Alcune Fessure Della Porta Del Pollaio. Dietro, Un Robusto Omone Avvolto Nel Suo Pesante Grembiule Da Lavoro, Stringeva Tra I Denti L'Immancabile Toscano. In Una Grossa Mano Teneva Saldamente Un Ferro Corto Arroventato Con L’Aiuto Di Una Lunga Tenaglia, Mentre Con Un Pesante e Tozzo Martello Veniva Colpito A Ritmo Irregolare. L’Alto Omone, Con I Suoi Severi Ma Ben Curati Baffi, Lavorava Instancabilmente Dal Primo Mattino, Svolgendo Da Sempre Il Suo Amato Lavoro, In Silenzio. In Un Angolo, Dietro All’Indaffarato e Taciturno Omone, Stavano Accatastate Alcune Fascine. Poco Più In Là, Appoggiata Al Muro, Una Nera e Pesante Bicicletta Faceva D'Assistente. Dalla Parete Opposta, Alla Destra Del Mantice, Una Piccola Finestrella Dava Sul Fiumiciattolo In Secca, Dove I Raggi Del Sole Entravano Illuminando Il Minuto Lavandino e Alcuni Pezzi Di Sapone. A Fianco Della Graziosa Vaschetta, Iniziava Un Lungo, Robusto e Polveroso Bancone Coperto Da Vari Martelli e Tenaglie. In Questo Caos Ordinato, Dei Ferri Di Cavallo e Di Buoi, Appena Forgiati, Facevano Capolino Fra Grossi Chiodi. La Grossa e Pesante Incudine, Presso Il Recipiente Colmo D'acqua, Subiva Silenziosamente e Con Fare Signorile, Il Calore e I Precisi Colpi Del Forte Omone Ma ... Incredibilmente ... Ogni Mattina, Si Ripresentava In Tutta La Sua Forza e Bellezza.
21 gennaio 2009 - © Roby 2009